nsfzcbr
Registrato: 29/07/2004
Residenza: Valaperta di Casatenovo (LC)
Stato: non connesso
Messaggi: 3536
Età: 40
Amministratore di Condominio
|
|
Inviato il: 06 novembre 2006 ore 15:46
|
|
|
Bene, eccoci di ritorno dalla trasferta dell'anno. Girare a Barcellona era uno dei miei sogni che adesso si è realizzato. Tutto inizia con il viaggio verso l'aeroporto mercoledì sera; io e Diego accompagnati da 2 splendide bionde... la trasferta inizia con i migliori auspici. Atterrati a Barcellona con 15 minuti di anticipo (era una compagnia aerea spagnola e non italiana), non avendo buone notizie circa il viaggio in macchina di Rompindugi, decidiamo di noleggiare un'auto tutta nostra che diventerà poi la nostra rovina. Inizia la ricerca dell'hotel situato a circa 50 km. dall'aeroporoto. La formazione è così composta: Diego alla guida, io e abe alla navigazione. Dati i miei trascorsi di pessimo navigatore non è una buona idea, ma paragonandoli a quelli di autista di auto, la scelta è giusta. Da questo momento, dato che Diego non ha portato il Tom Tom, Abe diventa l'Abe Abe e io il Fabio Fabio. L'Abe Abe e il Fabio Fabio non sono mai in accordo fra loro. Ad ogni bivio uno dice destra e l'altro sinistra tanto che rischiamo più di una volta di prenderci uno spartitraffico in fronte perchè Diego, avendo informazioni contrastanti, non sa che fare e procede dritto fino all'ultimo momento. Con estrema fatica riusciamo a trovare l'albergo. Hotel Augusta, lusso sfrenato, e autografi dei piloti appesi ovunque. Fantastico l'autografo con dedica di Bayliss: "all'Hotel Alfa con affetto"... ha sbagliato il nome dell'Hotel! E’ più stordito di noi! Riposiamo bene la notte e la mattina ci svegliamo con il cielo un pò nuvoloso ma senza rischio di pioggia.
Andiamo in autodromo, troviamo le moto già scaricate, grazie a chi l'ha fatto per noi, e iniziamo le formalità d’iscrizione. Non avendo mai visto la pista, io e Diego ci iscriviamo nel turno dei lenti (bollino verde), Abe e Xcarda con molta fiducia in loro stessi, in quello dei veloci. Il maledetto bollino verde, diventerà la nostra condanna perchè già dopo il primo turno, io e Diego, siamo già i più veloci ma il traffico in pista non ci consente di far registrare i tempi necessari per poter passare nel turno dei veloci. Così, per tutto il primo giorno ci danniamo l'anima facendo 5/10 sorpassi a giro per fare un tempo buono ma non ci riusciamo. Abe e Xcarda dopo pochi turni passano già nel gruppo degli "ufficiali" con bollino bianco, tutta gente che gira sotto i 2 minuti... Stikazzi! A fine giornata ripenso costantemente alla pista di Barcellona e gli dò un voto altissimo, pari a quello che dò al Mugello e a Brno. Girare là dentro è difficile perchè la pista è veloce ma, allo stesso tempo, è adrenalinico. Ci sono punti dove è necessario spalancare il gas a moto ancora piegatissima, curvoni infiniti, c'è una bellissima staccata in piega e poi il famoso rettilineo che ti fa raggiungere la velocità massima della moto e la successiva staccata da farsi non prima dei 200 metri. Ci sono tanti punti dove poter sorpassare e io e Diego li abbiamo imparati tutti molto bene dato che per tutto il primo giorno non abbiamo fatto altro. Finita la giornata, sono un po' abbacchiato perchè non sono riuscito a fare il tempo necessario per passare di turno. Sento che è nelle mie possibilità ma il troppo traffico mi ha impedito di farlo. Non ho nemmeno mai voluto azzardare i sorpassi per non causare danni a nessuno, però ripensandoci "a freddo", mi riprometto per il giorno successivo di azzardare un pò di più. Finito di girare alle 17, smonto e rimonto le ruote per il cambio gomme e poi via verso l'albergo... ci diciamo: "una doccia e poi si va a Barcellona"... questo solo a parole. L'albergo dista esattamente 2 km. dall'autodromo ma l'Abe Abe e il Fabio Fabio hanno qualche difficoltà di navigazione. Cominciamo a girare la Spagna in lungo e in largo, entriamo e usciamo da autostrade, vediamo città dimenticate dall'uomo, nemmeno segnate sulla mappa fino a che, dopo 80 km fatti, un miraggio appare davanti ai nostri occhi: un Mc Donald's! Basta uno sguardo e ci fermiamo... abbiamo qualche difficoltà a trovare il parcheggio e finiamo al Mc Drive dove aspettiamo che tutti quelli davanti a noi ordinino da mangiare (un buon quarto
d'ora) e poi sfiliamo la signorina pronta a prendere la nostra ordinazione che ci guarda con aria allibita. Usciti dal Mc Drive, riusciamo addirittura a trovare il parcheggio e all'ingresso del Mc Donald's un'altro miraggio appare davanti ai nostri occhi: un panino che si chiama Mc Fica, naturalmente la nostra scelta non può essere diversa... l'ordinazione alla signorina è 3 Mc Fiche, 3 coche e, già che ci siamo, 3 patate. Usciti dal Mc Donalds, con la pancia piena di mc Fica, ricominciamo la disperata ricerca dell'hotel. Torniamo all'autodromo e ripartiamo da capo. Fortunatamente questa volta troviamo l'hotel dopo solo circa mezz'ora di macchina e una ventina di km. fatti (ricordo che l'hotel dista solo 2 km dall'autodromo). Anche se l'ora ormai è tarda, decidiamo di farci una doccia velocemente e di andare a Barcellona. Il viaggio verso Barcellona prosegue bene, io mi ritiro da navigatore e lascio il compito al solo Abe Abe che ci porta in centro Barcellona in circa 1 ora di viaggio. Passeggiamo guardando i ristoranti fino a che, davanti ad un locale, lo Xcarda dice: "questo mi piace! Andiamo qui". Il ristorante è completamente vuoto, all'ingresso ci accolgono con sorrisi, addirittura il proprietario del locale salta per indicarci dove si trova Barcellona durante le previsioni del tempo in televisione situata molto in alto... La sua indicazione è una bella nuvola nera e pioggia sotto... che cavolo avrà avuto mai da ridere nessuno lo sa. Prendiamo il nostro posto al tavolo e piano piano il ristorante comincia a riempirsi. I tavoli sono tutti da 2 e seduti ci sono solo coppie di uomini... è un ristorante gay! Siamo stati puniti per avere abusato del Mc Fica! Così io cerco di farmi perdonare e ordino da mangiare un "chulaton". A questo punto cominciano gli atteggiamenti teneri, immortalati da foto che non pubblicheremo mai, tra me e Abe. Mentre abbracciavo Abe, gli altri mi guardavano con invidia, effettivamente Abe è un bell'uomo e in quel momento era tutto per me! Finita la cena, paghiamo e andiamo a recuperare l'auto parcheggiata in un parcheggio sotterraneo. Naturalmente non riusciamo più a ritrovarla, Diego prova col telecomando in altro a schiacciare ripetutamente il bottone ma nessuna auto si apre. Davanti a noi c'è una porta grigia, la apriamo ed entriamo tutti. La porta dà su un vano scale con ascensore e cessi. Scendiamo al piano di sotto ma la porta d'uscita è chiusa, così torniamo al piano superiore e proviamo ad aprire la porta per uscire, ma è chiusa pure quella. Praticamente ci siamo chiusi dentro! Ci sono 5 o 6 piani e tutte le porte sono chiuse, si aprono solo dall’esterno. E’ mezzanotte passata, non sappiamo più cosa fare. Non abbiamo più nemmeno il biglietto del parcheggio perchè avevamo già pagato quindi non abbiamo nè il numero di telefono nè l'indirizzo del parcheggio, non sappiamo niente. Le uniche nostre informazioni sono che siamo chiusi dentro un vano scale in un parcheggio a Barcellona! Cominciamo a battere sulla porta violentemente, a me viene l'idea di suonare l'allarme dell'ascensore, ma l'allarme è situata all'interno dell'ascensore, non la sente nessuno se non chi sta dentro... strani questi spagnoli. Nessuno ci viene ad aprire, cominciamo a pensare di dover passare la notte lì. Diego dice: "però siamo fortunati c'è anche il bagno qui". Se non l'abbiamo buttato giù dalle scale è stato un miracolo. Preso dai nervi lo xcarda comincia a battere sulla porta in maniera violentissima e dal fondo si sente una voce che blatera qualche cosa in spagnolo, allora tutti verso la porta a battere. Fortunatamente il guardiano del parcheggio ci ha sentiti, non so come perchè la sua postazione era molto distante dal vano scale, e ci ha aperto. Dopo tutto questo decidiamo che è il caso di chiudere la serata lì e di dirigerci velocemente verso l'albergo per andare a dormire.
Il secondo giorno, appreso che Rompindugi non ce la fa ad arrivare e a dispetto delle previsioni del tempo del giorno prima, vediamo che le poche nuvole in cielo si dissolvono e spunta un caldo sole che resterà con noi per tutta la giornata. La voglia di girare è a 1000! Ho un obiettivo: fare il tempo per poter girare con i veloci (per lo zio: quì non c’è l’arena e non so come fare). Al primo turno entro, scaldo le gomme per bene e in rettilineo mi accorgo che non ho nessuno davanti. Non era mai successo prima. Mi dico: "Vai Fabio, questo è il giro buono, fai il tempo". La pressione addosso è alle stelle infatti pur girando da solo sbaglio un sacco di cose, non mi par vero non dover sorpassare nessuno e faccio le traiettorie come se dovessi sorpassare. Alla fine del giro guardo il cronometro: e' fatta! Ho fatto il tempo, stessa cosa Diego. Immediatamente andiamo da Speer a farci consegnare il bollino per girare nei turni veloci. Da qui in poi girare è molto più bello. Si è tutti più o meno allo stesso livello, non devo più fare 10 sorpassi a giro, ma solo uno o due ogni tanto. Così mi diverto un mondo. Al termine dei turni partono le gare GP di 14 giri. Io e Diego non siamo qualificati perchè i tempi di qualifica erano quelli del giorno prima. Arriva la chiamata della gara 600 e bicilindrici, tutti si preparano ma manca lo xcarda. Nessuno si preoccupa più di tanto, tutti pensano che sia da qualche parte a prepararsi. Le moto sono già schierate quando lo xcarda entra nel box vestito "borghese" con un occhio ancora chiuso... era in macchina che dormiva. Di tutta fretta si veste, infila gli stivali, accende la moto e toglie le termocoperte contemporaneamente, ma malgrado tutto non riesce a schierarsi così partirà da ultimo dalla pit-lane. Noi ci divertiamo comunque ad assistere alla gara di Abe, Falappa, Poly e lo xcarda che ottengono degli ottimi risultati e di cui vi ha già parlato Abe. La sera, dopo avergli raccontato tutte le disavventure del giorno prima, Falappone decide di aggregarsi a noi per la cena... masochista! Chiediamo in Hotel per un ristorante vicino e ci indicano un posto. Seduti al tavolo, Abe va in bagno e torna con una faccia abbastanza preoccupata, dice: "ragazzi qui ci sono gli asciugamanini monouso in bagno, vi avverto che qui spendiamo un botto". Abe non mente, mangiamo male per una cifra di 40 euro a testa, stikazzi! A parte questo, la serata scivola via senza disavventure particolari, effettivamente dopo quelle del giono prima non ne sentivamo il bisogno. Così, pensando che il giorno dopo ci sarebbero state le gare, andiamo a dormire presto.
La mattina mi sveglio supercarico, Diego non tanto. Ad uscire dal parcheggio Diego fa la fiancata della macchina a noleggio contro un palo... e ci giochiamo i 400 euro di franchigia. La mia gomma posteriore già dal giorno prima cominciava a strappare, dopo il primo turno freddo del mattino, si è strappata completamente. Non posso continuare con quella gomma, così ne trovo una usata 2 turni da EtaBeta e la monto. Questo mi dà fiducia per la gara e sono carichissimo. Arriva il momento delle partenze delle gare. Sono preoccupato perchè si fa la partenza lanciata. Il giro di lancio si fa a velocità da gara. La temperatura esterna non supera i 15 gradi. Penso che partire a gomme fredde in quel modo, sia piuttosto pericoloso. Tutti mi suggeriscono di farmi prestare le termocoperte. Io, integralista della moto, non ne voglio nemmeno sentir parlare di termocoperte ma poi ci penso bene, penso alla pellaccia, e mi lascio convincere. Chiedo in prestito le termocoperte a Falappone, che ringrazio, e le metto. Per la prima volta nella mia vita ho montato le termocoperte. Naturalmente l'evento è stato immortalato da numerose foto che non pubblicherò mai. Parte la gara dei 1000 e purtroppo finisce con il tragico incidente di cui si parla in un apposito thread. Le notizie che arrivano al box sono drammatiche e io non me la sento di partire per la gara, penso che è ora di smetterla con tutto, pista, gare, ecc. La pista resta chiusa per più di 2 ore che mi danno la possibità di riflettere. Penso che se fosse successo a me il brutto incidente, io avrei voluto che gli altri avessero continuato a girare e fare le gare dandogli tutto il gas possibile. Così ho pensato che forse anche Mario potesse pensare la stessa cosa e mi sono deciso a partire. Ho cercato di "resettare" completamente il cervello... mi dicevo: "devi chiudere la visiera e non pensare a niente se non alla moto e a quello che vedi davanti a te". Ci sono riuscito. Mi hanno tremato un pò le gambe solo lungo la corsia box, poi più niente. Spero veramente che quello che abbiamo fatto io e tutti coloro che sono partiti sia veramente quello che Mario avrebbe voluto.
La gara è stata una delle più belle che ricordo. I partecipanti erano 48. Io partivo in 45esima posizione (Ultima fila!) e, in 5 giri di gara, sono arrivato 28° al traguardo. Ho messo in pratica tutta l'esperienza accumulata nei sorpassi fatta il primo giorno. Anche gli altri bradipi hanno ottenuto grandi risultati nelle gare, Abe ve le ha già raccontate nel dettaglio. Grandissimo il suo 4° posto nei bicilindrici. La serata "post-gara" l'abbiamo passata in centro a Barcellona che è una città veramente bella e piena di vita... e di Mc Fica. La domenica mattina, sveglia alle 5,30 e rientro in aereo in mattinata.
Questa trasferta è finita in modo drammatico, è successa una brutta cosa che mi ha colpito e che mi fa pensare a quale prezzo è possibile pagare 3 giorni di divertimento in pista. Divertimento che sicuramente, a parte tutto, non è mancato. Per questo ringrazio tutti i bradipi e i kakimoto presenti e un pensiero particolare a Rompindugi che ha avuto tanta sf*ga. Ci saranno altre occasioni... preparati già da adesso perchè l'anno prossimo a Barcellona ci torniamo.
Forza Mario non mollare mai!
nsfzcbr 06 novembre 2006 15:54
...Chissa perchè i pensieri più piacevoli e le idee più brillanti della mia vita li ho avuti guidando la moto. Forse perchè quello è il momento in cui mi sento meglio o forse solo perchè in moto ci passo alcune ore tutti i giorni. Anche il viaggio al Nurburgring l'ho meditato guidando. Andavo a lavorare e immaginavo di essere su un'autostrada tedesca a pochi chilometri da Nurburg...
|