jabeque
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Inviato il: 29 settembre 2009 ore 19:06
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< http-equiv="Content-" content="text/; charset=utf-8">< name="ProgId" content="Word.">< name="Generator" content="Microsoft Word 11">< name="Originator" content="Microsoft Word 11">< http-equiv="Content-" content="text/; charset=utf-8">< name="ProgId" content="Word.">< name="Generator" content="Microsoft Word 11">< name="Originator" content="Microsoft Word 11">Ciao a tutti,
Premetto, report lungo lungo, ma si sa io sono uno prolisso 
mi dispiace che qualcuno fosse sotto tono e che si
respirasse un’aria diversa dal solito, io purtroppo non ho un termine di
paragone, come tutti sapete sono nuovo e avevo partecipato solo alla bradipata
di Ledenon dove, vuoi perché era la mia prima sia in pista che con i Bradipi,
vuoi perché l’estate era ancora all’inizio e quindi carica di calde promesse
festive, vuoi perché tutti quelli che c’erano amano quella pista e quel appuntamento
in particolare, per me tutto ha avuto un sapore speciale, ma non meno
entusiasmante di questo weekend.
La prendo un po’ alla lontana, da venerdì mattina presto
quando sono sceso in garage a cambiare il portatarga rotto e a caricare il
brontosauro verde con borsone legato al sellino del passeggero, borsa da
serbatoio, materassini e sacco a pelo, poi dritto al lavoro (in macchina). La
giornata procedeva fiacca e così mi sono preso qualche ora di permesso e sono
tornato a casa per partire appena dopo pranzo, precisamente alle 15.
L’autostrada verso est è corsa veloce sotto le gomme
nonostante un po’ di traffico, ma a Trieste il primo intoppo (come per quasi
tutti), mi infilo nel nuovo tunnel e via dritto verso la città anziché verso il
confine di Basovizza, nulla che non si sia risolto con un’inversione alla prima
uscita utile e una decina di km aggiuntivi. Slovenia e Croazia sono passate in
fretta, bei panorami, buon asfalto, tutto ok fino a Rijeka dove, accidenti a
loro, hanno la magnifica idea di dare perfettamente le segnalazioni stradali
fino a 50 metri
dagli svincoli e così mi son perso, per fortuna Abe è un uomo di parola e, così
come mi aveva promesso al momento di decidermi se partecipare o meno alla
bradipata, mi ha intercettato e tirato anche in autostrada oltre che in pista. Al
nostro arrivo la prima bella sorpresa, Rompi e la motozen sono venuti a
trovarci e ci accolgono nientepopodimenoche all’ingresso dell’autodromo,
apparentemente poco movimentato, soprattutto a causa del vento che ha spazzato
la pista per tutto il venerdì, rendendo difficoltosa la guida.
Saluto tutti i conosciuti e mi presento agli altri, scarico,
rispondo alle domande stupite e agli sguardi perplessi circa la mia idea fare
280km in moto prima della pistata (come ha detto Frenk “c**zo 270km,
praticamente un treno di gomme”) e via a cena. L’idea di mangiare qualcosa al
baracchino-bar dell’autodromo all’inizio sembrava un po’ una cazzata, ma alla
fine abbiamo mangiato discretamente e soprattutto, come ha detto db, “c**zo me
ne frega, il pesce posso mangiarlo anche a Milano, vuoi mettere stare con gli
amici?” (senza offesa per chi mangia pesce in qualunque posto non sia Milano).
Si mangia, si chiacchiera si cazzeggia un po’ e tutti a nanna, io comincio ad
avere un po’ di colite isterica (cacarella da pista), non so niente del
tracciato, non so niente di niente in realtà, e così un po’ nervosetto e con
una telefonata di lavoro come buona notte, vado a letto (se così possiamo
chiamare i nostri giacigli più o meno improvvisati, stavolta però Miche si è
procurato un half-hovercraft come materasso che in effetti non sembrava tanto
scomodo). La notte passa lenta, ci svegliamo tutti più e più volte ma alle 7 è
il rombo della Rokkettona a svegliarci definitivamente, giusto in tempo per
salutare e vedere Pietro allontanarsi nel vento croato.
Arrivano tutti per le 9, il vento è leggermente calato, i
motori si accendono, tutti controllano le gomme, le termocoperte, olio, cazzi
lazzi e mazzi; abbiamo anche degli “ufficiali” (Riky, Db, Adam, Frenk, Cul-one,
Maciste) con tanto di team al seguito: un meccanico davvero ufficiale (di cui,
mannaggia a me, mi sfugge il nome), un preparatore para-ufficiale con tanto di
tuta sponsorizzata (Claudio), un preparatore/motivatore (Cobra), un motivatore
“sui generis” (Tribale);
oltre ad un pilota/preparatore/tuttofare (Micho), un pilota/regista
indipendente (Abe), due piloti indipendenti (Fabio e Marco), due Kawasakisti
puri (Luigi e Lello), due piloti di montagna (Tatanka e Chrispies) e last but not least the
President (Miche).
Si entra in pista più o meno alla spicciolata, io comincio
da solo, terrorizzato all’idea di essere centrato da qualche missile
terra-terra e faccio un primo turno da 15 min davvero oltre il pietoso. Al
secondo giro Abe (bontà sua) cerca di tirarmi, ma sono troppo lento ed
impacciato per stargli dietro: morale, cerco di capitalizzare quello che mi ha
mostrato nel turno successivo. A pranzo mi fermo prima di tutti dato che non ho
preso il transponder e decido di rientrare per primo. Fortuna vuole che al bar
io incontri Frenk e Cobra che mi danno un sacco di dritte (grazie ragazzi) su
cosa cominciare a fare per prendere un po’ di confidenza, così alle 13:30 ora
di riapertura, rientro praticamente da solo e provo a mettere in pratica i consigli,
qualcosa miglioro nella parte più lenta e guidata, ma non a sufficienza.
Rientro ai box e Zio Franco (che nel frattempo ci aveva raggiunto) mi sprona a
rientrare con Miche che (abbracciandosi molto generosamente la croce) mi mostra
le traiettorie e cerca, malgrado la mia inettitudine, di tirarmi anche sul
dritto: qualcosa migliora ma mi ritrovo a prendermi (giustamente) un fracco di
parole perché in rettilineo non ci do il gas. Riprendo coraggio e rientro per
un altro turno dove incrocio Tatanka che (non so se su commissione o per
disperazione )
decide a sua volta di dedicarsi al “caso umanmotocicliestico Jabeque” e mi tira
per alcuni giri (grazie mille) con ottimi risultati di prestazione, tanto che
quando si deve fermare a fare il pieno io continuo a girare per mettere a
frutto tutto quanto mostratomi al punto da farmela nella tuta a fine rettilineo
causa velocità raggiunta (per me) stratosferica. Al rientro trovo lo Zio Franco
che mi fa pure dei complimenti dandomi la carica per continuare a provarci
(grazie Zio). Salutiamo Marco che rientra in Italia, doccia e tutti fuori a
cena, pesce, risate e una frizzantissima accoppiata inedita Tribale-Maciste che
tiene banco rallegrando tutta la compagnia e poi tutti a nanna presto, se non
fosse che sulla strada del ritorno ci siamo quasi persi per la
tangenziale-autostrada di Rijeka, ma tutto è finito per il meglio. La seconda
notte tutto ok (per quanto mi riguarda, soprattutto grazie alla brandina che db
mi ha prestato). Alle 7 e mezza in piedi, colazione e via in pista all’apertura
a provare le traiettorie “corrette” e tutto quello che ho appreso sabato. Bene,
davvero meglio, ho cominciato a prendere confidenza, a mettere giù le ginocchia
non sporadicamente e a caso, ad usare meglio il gas e soprattutto a prendere
coraggio anche nel traffico. Altro turno a metà mattina, comincio davvero a
divertirmi ed esco solo per paura di strafare e “combinare la cazzata”.
A ora di pranzo la gara 600, in cui un maiuscolo
Adam parte dalla pole e domina tutta la corsa mentre cul-one e Tatanka tengono
la posizione di partenza e Frenk dà forfait causa gomme non all’altezza. Alla
partenza della gara delle 1000 vediamo Abe con tanto di telecamera sul cupolino
retrocedere, per scelta, fino alla ultima posizione (c’è chi dice per non
ritrovarsi nel mucchio alla prima curva, altri insinuano che sia per fare le
riprese dei suoi sorpassi
), mentre Riky e Micho scattano dalla prima fila; tra di loro, in posizione di
tutto rispetto, il resto della truppa (Maciste con il nuovo assetto 916 e db
con la rombante rs), semaforo rosso e VIA! Ma dopo 4 giri un’uscita di pista
tanto spettacolare quanto (per fortuna) priva di conseguenze, lungo il
rettilineo opposto mette fuori gioco un pilota e costringe i commissari a dare
bandiera rossa, vanificando la partenza a fionda stile Pedrosa di Riky
(complimenti). Il secondo via trova un Micho scatenato, la sua tattica è di
fare i rimanenti 4 giri in apnea per sfruttare al massimo il potenziale del suo
pacchetto, ma un intoppo imprevisto nella parte bassa del circuito lo porta a
perdere il vantaggio accumulato vedendolo costretto a perdere la testa della
corsa in favore di un’arrembante R1 (se non ricordo male). Alla fine la
classifica, data dalla somma dei tempi delle 2 manches, vedrà Micho sul podio
(2° posto) e Riky 4° (spero di ricordare
bene). Tutti soddisfatti o quasi, si va a mangiare, qualcuno comincia a
caricare, altri ne approfittano per fare gli ultimi giri e io davvero me la
godo come un pazzo, trovo perfino due moto più lente di me (lo so pare
impossibile ma è così ).
Si carica, si saluta, si paga il box ecc ecc e via verso
casa, stavolta in macchina con moto su carrello grazie alla generosa ospitalità
di Miche che mi porta fino a casa raccontandomi la storia del dbrt, così tra
una ciaccola e l’altra arrivo a casa.
So che ho parlato tanto del contorno e poco di moto, ma che
ci volete fare, si sa che io di moto non capisco una cippa e così mi concentro
sul resto. In ogni caso la mia esperienza a Rijeka è stata decisamente
esaltante, ho fatto progressi che mai avrei sperato, mi sono divertito da
bestia, ho conosciuto meglio i Bradipi e alla fine posso dire che HO GODUTO
COME UN RICCIO!      
se la scienza ci insegna qualcosa,ci insegna ad accettare i nostri fallimenti come i nostri successi,con calma,
dignità e classe...Figlio di pu**ana te la farò pagare!!Perché mi hai fatto questo,perché?!
Doktor Frederik Frankenstein Jr.
"fatevi un bradipo che non ve ne pentirete" - abe2010
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